Salendo, come fanno gli uomini, guardava il cielo.
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Inserito in Politica
Ha ragione Massimo Giannini: nel PD si stanno scontrando almeno due linee politiche alternative e apparentemente inconciliabili. E quando questo accade la discussione dovrebbe avvenire all’ interno del partito, in un congresso, e non in convegni e seminari.
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E’ un po’ scoraggiante dover evidenziare l’ ovvieta’ della provocazione di Di Pietro. Il quale se ci teneva davvero a fare una manifestazione con il PD avrebbe proposto di concordare insieme piattaforma e modalita’, e non semplicemente di portare carne da cannone a una iniziativa con contenuti e formati decisi tutti da lui.
In altre parole, Di Pietro ha chiesto a Veltroni di aderire alla sua manifestazione solo dopo essere stato certo che Veltroni non avrebbe accettato. L’ iniziativa di Di Pietro, infatti, ha come obbiettivo (legittimo, per quanto miope, oltre che orgogliosamente rivendicato) di sottrarre consensi al PD a vantaggio del proprio partitino a un digit, non certo di infastidire Berlusconi.
Aldila’ del merito e dei contenuti della manifestazione, e’ quindi ovvio che chi decida di partecipare alla manifestazione lo fa con la consapevolezza di contribuire ad indebolire il PD. In democrazia, questo e’ ovviamente consentito. Non e’ invece consentito fingere di ignorare questa implicazione.
Piu’ nel merito, non capisco cosa c’entri il PD con una manifestazione del genere. Innanzitutto non c’e’ nessun regime e nessun rischio per la democrazia (che palle, pero’, ripetere ‘ste banalita’ per quindici anni…). Ci sono invece delle brutte leggi, sbagliate, contro le quali fare una decisa opposizione parlamentare, e che subiranno il processo di verifica costituzionale da parte di solidissime istituzioni proposte allo scopo. I resistenti di Capalbio possono quindi tranquillizzarsi e riconfermare il charter.
E poi contro queste leggi muoviamo anche la critica di non essere prioritarie per il paese, e sarebbe davvero illogico se partendo da questa obiezione noi le ponessimo invece come prioritarie per la nostra azione politica.
Il PD sta facendo una buona opposizione. Ottima, considerando che il partito di fatto ancora non esiste. Costruttiva, nelle istituzioni e nella societa’, orientata alla produzione di consenso. Chi la sta ancora cercando, l’ opposizione, e’ perche’ frequenta poco i circoli, che sono impegnati in questa stagione nelle feste dell’ unita’ a organizzare dibattiti e confronti, a lanciare iniziative politiche, a spiegare il nostro progetto di paese. Ci provi Di Pietro a fare opposizione come noi, a spiegare quale sarebbe il “suo” progetto di paese.
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Io penso che sia difficile immaginare qualcosa di piu’ vecchio, frusto, e autoreferenziale che la riproposizione farsesca di una delle stagioni piu’ brutte, demagogiche e perdenti della sinistra italiana: quella dei girotondi ,che non ha lasciato nessun segno (ne’ classe dirigente, ne’ idee, ne’ strutture) se non nel viso rilassato di Bonaiuti, che finalmente aveva qualcosa da dire senza dover cercare troppi argomenti per difendere l’ operato del governo.
Io credo che Berlusconi vada incalzato su temi importanti: la crisi finanziaria, l’ Alitalia, l’ Europa magari. Una delle poche cose certe di questi quindici anni e’ che attaccare Berlusconi sul piano personale si fa un piacere solo a Berlusconi, ed e’ veramente scoraggiante vedere che ci siano persone nel nostro partito che non siano riusciti a compiere nemmeno questo banalissimo processo di critica.
Tra l’ altro, anche se fosse per ottimi ragioni (che non ci sono), io francamente in piazza con uno che non si scandalizza poi tanto se prendono le impronte ai bimbi rom e un altro che vuole distruggere il mio partito non ci vado.
Grazie dell’ invito, e divertitevi.
Inserito in Politica
Sull’ Economist di questa settimana: le migrazioni verso i paesi piu’ prosperi hanno raggiunto il loro picco. A causa di una economia meno favorevole, certo, ma anche di una sempre piu’ diffusa ostilita’ verso gli immigrati stranieri.
Mentre gli USA hanno comunque un “esercito di riserva” significativo alle porte di casa, pronto e disponibile a rimettersi in viaggio non appena l’ economia riparte, per l’ Europa si potrebbe trattare di una inversione di tendenza piu’ di lungo periodo, e strutturale: ossia l’ Europa potrebbe perdere anche sul lungo termine il suo appeal verso lavoratori piu’ o meno qualificati, indispensabili per una societa’ che sta invecchiando rapidamente come la nostra.
Un’ altra vittoria della destra, insomma. Che da’ anche il senso di come le ricette facili e demagogiche siano sempre, sempre sbagliate. E di come ci sarebbe forse anche qualche argomento per contrastarle (o perlomeno per non assecondarle).
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Da tre anni a questa parte non ho fatto altro che congressi, primarie, campagne elettorali, congressi, primarie, costituenti, statuti, campagne elettorali, costituenti, statuti. Dopo l’ estate mi aspettano un po’ di primarie e forse un congresso.
Ora, facendo una vita del genere, dove lo trovo il tempo per fare politica?
Mi pare di non essere l’ unico a chiederselo.
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Ci sono arrivato dal blog di Francesco Costa, uno che pensa. Ma questo articolo di Guia Soncini un po’ vero lo e’ davvero, eh.
Brutta bestia, il giovanilismo. E’ una trappola comoda.
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E’ evidente che quando fondi un nuovo partito, e lo fai in maniera partecipata, ti arriva di tutto. Ti arrivano persone di valore che trovano una occasione per esprimere finalmente il loro pensiero, giovani che non si riconoscevano nelle appartenenze precedenti, persone che scoprono la politica per la prima volta. Ti arrivano anche quelli che vedono un autobus passare, e magari l’ opportunita’ per drizzare una carriera che ultimamente si e’ un po’ decentrata, o di mettere a posto la faccenda della pensione, o magari di entrare “nel giro giusto”. A me, leninisticamente, vanno bene tutti: finche’ lavorano nella direzione giusta, lo facciano pure con le ragioni che credono.
Mi vanno bene tutti, ma li distinguo. E distinguo per esempio il fatto che, nonostante come mi dicono l’ organizzazione sia stata pressoche’ la stessa, alla assemblea nella quale si decidevano li liste per le elezioni c’era il pienone, quella nella quale si analizzava la sconfitta era vuota.
Alcuni di quelli che avevano ottime ed altissime ragioni per non esserci si stanno rapidamente riposizionando, come leggo da alcuni blog. Molti di loro troveranno ottime ed altissime ragioni per esserci quando si discutera’ delle liste per le europee e le regionali, o per il congresso del prossimo anno, per cui non mi sembra ci se ne debba preoccupare troppo.
Certo che le assenze non si spiegano tutte cosi’. Lo ripeto, fare una assemblea pubblica un giorno lavorativo significa assicurarsi una scarsa partecipazione di coloro che si guadagnano la pagnotta in altro modo. Ed e’ ovvio che si e’ trattata di una scelta politica, consapevole, per limitare gli spazi di partecipazione dei non- professionisti. Una scelta che coloro che avrebbero potuto esserci, e hanno scelto invece di non esserci, hanno di fatto sottoscritto. Se lo hanno fatto consapevolmente, ci ricorderemo i loro nomi quando verranno a blaterare di rinnovamento nel partito. Se lo hanno fatto inconsapevolmente, non credo meritino oltre la nostra attenzione.
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