Movimento Andante

Ma dall’America abbiamo da imparare molte cose…

14 gennaio 2008 · Lascia un commento

di Fabrizio Dei:

 Può darsi che le elezioni primarie provengano dal Nuovo Mondo, ma gli USA sono, dal punto di vista american-flag.jpgpolitico, un mondo diverso dal nostro, non fosse che per il livello molto alto di astensionismo.

Fanno invece parte del pensiero repubblicano e democratico e rimangono un punto di riferimento per tutti noi gli ideali della democrazia americana, quella su cui ragiona Alexis de Tocqueville nel suo “La democrazia in America”, descrizione del viaggio compiuto nel 1831 per conto del governo francese: il modo “americano” di intendere la democrazia, decentrato, partecipato e basato sulla cultura civica. Con senso critico, naturalmente.

Sul tema della democrazia gli USA producono però cose ben più interessanti delle elezioni presidenziali.

Idee ed esperienze di cui poco si parla e che potrebbero essere comprese nel concetto di “diffusione” dei centri decisionali. Le cosiddette “associazioni dei consumatori” sono un prodotto americano, vivono nell’economia di mercato e ne utilizzano le regole. L’idea che li sostiene è che la domanda possa premiare o punire l’offerta di specifici prodotti e modificarne le caratteristiche; che si possa cioè influire sull’economia con le regole dell’economia. Le associazioni no profit, molto importanti oggi in Italia, vengono dall’America. Così anche la diffusione delle produzioni di nicchia politically correct, possibili grazie alla moltiplicazione delle comunità di clienti, i “nodi/utenti” che si scambiano informazioni sui prodotti e contribuiscono a definirne l’uso e le caratteristiche (un esempio fra i tanti il sito PETA per i vegetariani). Il cosiddetto “passaparola” in internet ha dimensioni indipendenti dalla distanza geografica degli utenti. Le tecniche di marketing stanno cambiando.

In proposito si utilizza il termine long tail, la coda lunga, per definire quella parte della curva della distribuzione statistica dei prodotti, elaborata da Pareto, che descrive il rapporto fra la diffusione o popularity dei prodotti e il loro numero. Dall’offerta di pochi prodotti di massa (situazione indicata dalla “testa” della curva) si sta passando oggi all’offerta di tanti prodotti con caratteristiche diverse (la “coda” della curva); tante nicchie in cui diventa essenziale il rapporto costante con le comunità dei consumatori. Alle due estremità della curva, per capirci, abbiamo i due casi estremi, ovviamente teorici: un prodotto uguale per tutti i consumatori e un prodotto diverso per ogni consumatore. Tutto questo è possibile grazie alla diffusione della rete, grazie ad internet. Uno dei teorici del long tail è Chris Anderson, americano, la cui vicenda personale racconta molte cose di quel mondo e della società globale.

Anche le produzioni ad alta tecnologia si presentano spesso come produzioni di nicchia, soprattutto quelle legate all’uso delle fonti di energia rinnovabili, e non è detto che potranno diffondersi come produzioni di massa. I progetti di auto pulita ad esempio sono tanti, ma l’utilizzo di una soluzione oppure di un’altra dipenderà dai consumatori, dall’allocazione delle risorse energetiche ed intellettuali dei diversi territori e da altri fattori che non dipendono dal “centro”. Qui invece è Jeremy Rifkin che parla, americano anche lui.

Nel campo dell’energia vi sono novità enormi. Dall’idrogeno utilizzato come vettore universale per tutte le forme di energia rinnovabile generate localmente e distribuite attraverso l’uso “reti intelligenti”, più rispettose degli ecosistemi, alla diffusione molecolare della produzione di energia. Persino un’automobile a celle combustibili, quando non viene utilizzata, potrebbe connettersi alla rete e produrre energia per gli altri.

Insomma, il Nuovo Mondo ci insegna che la politica ha nuovi e inaspettati strumenti per influenzare l’economia, per interagire con le decisioni, per dare alla gente il potere di governare. Il dibattito sul nostro progetto politico, il PD, e anche quello sulle riforme istituzionali farebbe meglio ad arricchirsi di questi temi. Il futuro ormai è diventato presente ed è questo.

Se volete studiare: Chris Anderson e Jeremy Rifkin. In materia c’è, in internet in inglese, un mare da leggere. Se no, in italiano:

http://www.codiceedizioni.it/view.php?folder=3&table=catalog_pubblicazione&ID=67

http://download.repubblica.it/pdf/2007/terza_rivoluzione_industriale.pdf

Fabrizio Dei

St.Gallen, 12.01.07

Categorie: Politica
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